Nov

7

Annullata la concessione per la centrale idrolettrica della Elettroconsult .
Ancora una volta la mobilitazione dei cittadini, ha bloccato la autorizzazione di una nuova centrale idroelettrica.


Il Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche ha stabilito che sul Torrente Grisol (Longarone), classificato come corso d’acqua di qualità ‘elevata’, non si poteva rilasciare una concessione idroelettrica che ne avrebbe peggiorato la qualità, tutelata dalla normativa italiana ed europea, normativa completamente ignorata, al momento del rilascio, dalla Regione.


E’ però ammissibile che gli Enti preposti al rilascio delle concessioni continuino a lavorare in questo modo, e che debbano essere i cittadini, con la loro mobilitazione e le loro risorse economiche, a far rispettare le regole?


Un gran giorno per i cittadini sensibili di Zoldo e Longarone che dopo l’inopportuna e scellerata decisione della Regione Veneto di rilasciare una concessione per una centralina proprio sul Torrente Grisol (Longarone), hanno deciso di fare tutto quello che era in loro potere per salvarlo dalle mani rapaci della speculazione idroelettrica.

ll Grisol con la omonima valle cui si accede da Soffranco rimane uno dei luoghi più integri, suggestivi e selvaggi del Bellunese: porta del Parco Nazionale, collegamento tra il Parco stesso e la riserva naturale integrale della Val Toanella e Bosconero.

Il torrente, sottolineamo, è un tesoro di naturalità, che va tutelato ad ogni costo e difeso, purtroppo, proprio da quella stessa istituzione che invece avrebbe avuto il dovere di proteggerlo.

La Regione ha invece svenduto il torrente ai predoni dell’acqua con argomentazioni illegittime e pretestuose.

La concessione, che prevedeva la costruzione di una derivazione di alcuni metri subito sotto il Ponte della Madonna, presso il confine del Parco Nazionale, e addirittura lo scavo di una galleria, avrebbe sottratto acqua (tanta: fino a 1600 litri al secondo) al Grisol per tre chilometri e mezzo per poi rilasciarla nel Maè.

A presentare domanda nel 2011 una ditta con sede a Brescia, la Elettroconsult s.r.l. (C.F. e P. IVA 03259050981), rappresentante Antonio Plona, e in concorrenza l’Idroelettrica Alpina di Belluno (amministratore delegato Gianpietro Zannoni).

La Elettroconsult aveva superato la concorrenza (in realtà, come spesso avviene, le due ditte, inizialmente concorrenti, avevano ben presto trovato un accordo e la Idroelettrica Alpina aveva ritirato la sua richiesta) e nel 2014, in virtù della DGR Veneto 694/2013, immediatamente ottenuto la concessione. Grazie a questa aveva cercato di iscriversi nel registro degli incentivi del GSE.

Alcuni cittadini di Longarone e Zoldo, amanti della valle, dopo aver visto ignorate le loro osservazioni (che ora il TSAP riconosce in pieno) e una volta verificato che nessuna istituzione (Comune, Provincia, Regione, ARPAV e Autorità di Bacino ) avrebbe difeso il torrente, non si sono rassegnati.

Si sono autotassati per rimborsare tutte le spese del ricorso al TSAP contro la Concessione rilasciata con Decreto del Direttore Bacino Idrografico Piave Livenza sezione di Belluno (Genio Civile Belluno) n. 131 del 2014, che è stato presentato e sottoscritto congiuntamente dalle associazioni Comitato Bellunese Acqua Bene Comune, WWF e Mountain Wilderness.

Il ricorso è stato affidato all’avvocato Matteo Ceruti di Rovigo, che ha curato, oltre al ricorso alla Commissione Europea per mancato rispetto delle direttive Acqua Habitat e VIA nelle autorizzazioni della Regione Veneto, anche i ricorsi al TSAP contro gli impianti autorizzati sul Piave a Sappada e sul Talagona, a Domegge, la cui sentenza verrà resa nota a breve, e il cui motivo di ricorso è sostanzialmente lo stesso del Grisol.

Motivo centrale del ricorso è infatti il rilascio della concessione senza aver tenuto conto dello stato di qualità elevata del torrente, che è tutelato dalla normativa italiana e comunitaria, che la legge non consente di deteriorare e che è incompatibile con la realizzazione di derivazioni idrolettriche.

La sentenza del TSAP relativa al Grisol n.296/2016 accoglie pressoché totalmente i punti del ricorso e valuta arbitrarie e illegittime le modalità autorizzative della Regione, annullando i provvedimenti impugnati. Riconosce come fondata la lettura che le associazioni ambientaliste danno delle normative che sono spesso farraginose e incoerenti, perciò poco chiare e quindi eludibili.

Il TSAP riconosce che la Regione non avrebbe dovuto approfittare delle proprie lacune normative (classificazione dei fiumi inadeguata e non conforme alla normativa comunitaria) per rilasciare la concessione, ma invece prenderne atto e ricorrere al principio di precauzione.

La sentenza riveste particolare importanza e costituisce un importante precedente; è auspicabile che d’ora in poi tutti gli organismi autorizzativi. (Regione, Provincia, Autorità di Bacino e Arpav) provvedano ad adeguarsi e a guardare alla sostanza delle cose invece di arrampicarsi sulle questioni formali ad esclusivo vantaggio delle ditte proponenti.

Un bel giorno anche per il Comitato Bellunese Acqua Bene Comune.

La sentenza infatti riconosce il Comitato ABC come organismo giuridico e lo legittima a ricorrere come rappresentante del territorio.

Comitato Bellunese Acqua Bene Comune

WWF

Mountain Wilderness

Peraltrestrade Dolomiti

Italia Nostra sez. Belluno

31 10 2016

Mar

23

Folta delegazione italiana, tra cui due bellunesi, oggi a Bruxelles per tutelare il Diritto all’acqua.
Riportiamo qui l’articolo del sito nazionale ABC:
http://www.acquabenecomune.org/piemonte-iniziative/2976-bruxelles-23-3-mobilitazione-europea-per-il-diritto-all-acqua

 

Giornata Mondiale dell’acqua – Movimenti di tutta Europa manifestano a Bruxelles per il Diritto all’acqua.

Delegazioni di comitati da tutta Europa appartenenti alla Rete Europea dell’Acqua hanno manifestato oggi a Bruxelles sotto la sede del Parlamento Europeo, contro la privatizzazione delle risorse idriche e per il diritto umano all’acqua.

Mentre nei palazzi si svolgeva la 4° European Water Conference i cittadini europei chiedevano a gran voce l’applicazione dei principi dell’ICE 2013 per l’acqua bene comune sostenuta da un 1.800.000 firme.

Europarlamentari del GUE e del Movimento 5 stelle, e altri facenti parte dell’intergruppo parlamentare europeo per l’acqua e i servizi pubblici locali, hanno voluto dare il loro appoggio raccogliendo le istanze del movimento per una nuova direttiva sull’acqua.

Fra le tematiche affrontate questa mattina particolare attenzione è stata data alla situazione relativa allo sfruttamento idroelettrico sulle Alpi.

I rappresentanti della Rete Europea hanno infine marciato per le vie di Bruxelles fino a giungere sotto la sede della Commissione Europea, lanciando i prossimi appuntamenti tra cui il più significativo sarà la Cop 21 di Parigi del prossimo autunno.

Il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, impegnato quotidianamente sui territori contro distacchi, privatizzazioni e inquinamento, ha risposto partecipando con la delegazione più numerosa alla mobilitazione di oggi.

23 marzo 2015

Mar

7

Venerdì 20 marzo 2015 alle ore 20.30 presso la sala dell’ex municipio di Taibon Agordino si terrà l’incontro Valle di San Lucano – alpinismo, geologia, natura.

Relatori Stefano Santomaso, Vittorio Fenti e Bruno Boz.

Lo scopo è permettere alla popolazione di conoscere la valle di San Lucano negli aspetti più significativi per valorizzare e tutelare il nostro patrimonio.

Qui sotto il volantino dell’iniziativa, scaricabile in formato pdf.

Feb

24

Pubblichiamo due comunicati stampa in risposta all’articolo “Le centraline pubbliche vanno bene quelle private sono scempi ambientali – la rabbia di Confindustria”, apparso il 13 febbraio sul Gazzettino.

Il primo del Comitato Acqua Bene Comune Belluno

Il secondo del Comitato Per Altre Strade Dolomiti

Gen

29

Il 22 gennaio ha avuto luogo a Lozzo di Cadore il sopralluogo per un nuovo impianto idroelettrico sul Rio Rin, committente la società Lumiei Impianti srl di Sauris (UD) la stessa che ha già costruito un impianto sul torrente Piova in territorio di Vigo.
Il tratto che si vuole derivare si trova immediatamente a monte dell’attuale impianto “Baldovin” e avrà una lunghezza di quasi tre chilometri. Preleverà una portata massima di 220 litri/secondo lasciando in alveo un DMV da 20 a 28 l/s. L’investimento sarà di 1.400.000 euro per un ricavo annuo stimato di 438.000 euro, a fronte di circa 19.000 euro di canoni e sovracanoni idrici da versare alla Provincia (10.000), al BIM (7.000) e al Comune di Lozzo (meno di 2.000 euro). Due terzi del ricavo proverranno dagli incentivi governativi – garantiti e a fondo perduto – pagati dal contribuente italiano (in particolare normali cittadini, artigiani e piccole imprese) con la bolletta della luce.
All’incontro erano presenti rappresentanti della ditta proponente, di ARPAV, della Regione, del Genio Civile, del Comune e del comitato ABC Belluno. Invitata ma non presente – non lo è praticamente mai – la Soprintendenza ai Beni Ambientali. Assenti i cittadini di Lozzo.
Tutto si è svolto come da prassi consolidata: incontro in municipio, illustrazione del progetto, sopralluogo sui posti della presa e del rilascio nella bella Valle dei Mulini; poi di nuovo in municipio per le osservazioni e la redazione del verbale.

Se questo impianto verrà realizzato andrà ad aggiungersi a tutti quelli già costruiti in Provincia di Belluno e a 150 nuovi impianti mini-idro attualmente autorizzati o in istruttoria, a meno che non venga colta la richiesta di moratoria avanzata attraverso un “Appello nazionale per la salvaguardia dei corsi d’acqua dall’eccesso di sfruttamento idroelettrico” dalle maggiori associazioni nazionali, regionali e locali che si occupano di fiumi e di ambiente, CAI incluso.

In assenza di una moratoria, una volta chiuso questo ciclo, per ammirare un torrente naturale che scende spumeggiante tra muschi e salti di roccia si dovrà sfogliare una rivista patinata o ripescare qualche vecchio filmato pubblicitario sulle Dolomiti, perché sul territorio non ce ne saranno praticamente più.

Bisogna agire ora, se non si vuole rischiare di rendersi conto troppo tardi di quanto il nostro territorio sia stato impoverito, in cambio di nulla o di poche briciole, a fronte di un contributo energetico riconosciuto e documentato come scarsamente significativo. 

Nessuno può tirarsi fuori, a cominciare da chi ci amministra, a tutti i livelli. Nessuno può affermare che non ha visto, o che non sa.

Comitato Bellunese Acqua Bene Comune

Gen

13

Ebbene sì, da questa mattina abbiamo finalmente dei “responsabili” rispetto a quanto è accaduto in Valle del Mis dove si è costruita quasi completamente, con danni irreversibili per il paesaggio, illegittimamente e contro la legge di tutela delle aree protette, una centrale idroelettrica all’interno del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi e area Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

Ma chi è stato condannato? Sono stati condannati coloro che hanno costruito l’opera? Coloro che l’hanno autorizzata? Forse uno dei i proponenti della centrale? Forse uno di quei solerti funzionari che – in un modo o nell’altro – hanno contribuito a rilasciare una autorizzazione illegittima? Oppure, il Tribunale, ha finalmente letto la sentenza della Cassazione ed è intervenuto nei confronti di chi non sta facendo il proprio dovere obbligando Eva Energie Valsabbia a ripristinare i luoghi illegittimamente occupati.

No, certo che no! Nessuno di questi è stato condannato.
Non sempre la legge corre a braccetto con la giustizia.

Al momento gli unici a pagare siamo noi, che siamo riusciti a bloccare quell’opera illegale! Questa mattina, infatti, un nostro attivista è stato condannato a 10 giorni di reclusione più un ammenda di 250 euro per aver partecipato ad un’iniziativa pubblica in Valle del Mis nella quale abbiamo ripulito dalle immondizie una parte del cantiere, oggi diventato una vera e propria discarica abusiva a cielo aperto in una delle zone naturalistiche più importanti al mondo, disobbedendo alla disposizione del questore che ci vietava l’ingresso nell’area. Condannato per aver violato una transenna in un luogo i cui terreni, peraltro di uso civico, non dovevano essere interessati da alcun lavoro. Ma si sa le formalità della legge sono molto spesso astruse, incomprensibili a chi chiede soltanto e semplicemente giustizia.

E allora chiediamo al solerte Tribunale di Belluno di essere altrettanto solerte nel confronti di coloro che illecitamente hanno stuprato la valle e che, magari, con l’auto di servizio, un qualche procuratore aggiunto vada a vedere quei luoghi e che alla luce di quanto stabilito dalla nota sentenza della Suprema Corte, si dia una mossa. Chiediamo al Tribunale di Belluno, prima che sia troppo tardi, di non farsi complice di coloro i quali stanno brigando per aggirare la legge, di andare a vedere gli atti della Commissione Ambiente del Senato dove si sta discutendo, ormai da un anno e mezzo, modifiche alla legge 394/1991 sulle aree protette che se approvate saneranno l’abuso e tutti gli eventuali reati penali a questo collegati.

La vicenda, insomma, si commenta da sola.
Soprattutto nel momento in cui ancora nessuno ha predisposto i lavori di ripristino ambientale e i responsabili pubblici non sono ancora stati sollevati dall’incarico.
Soprattutto in una vicenda che di dignitoso ha avuto solo l’impegno di chi ha combattuto e sta ancora combattendo contro quello scempio illegittimo e illegale.

Nell’esprimere tutta la nostra solidarietà al nostro fratello condannato, ribadiamo tutta la nostra corresponsabilità collettiva a quell’iniziativa e siamo ancora più convinti nell’andare avanti, consapevoli che chi si sta leccando le ferite sono i vecchi e nuovi speculatori che hanno perso milioni di euro a “causa” delle nostre battaglie di questi anni contro la privatizzazione del bene comune acqua.

Su la testa, la battaglia continua, per continuare a vincere!

Comitato Bellunese Acqua Bene Comune

Nov

13

Numerosa e attenta partecipazione il 9 novembre scorso alla presentazione a Sospirolo-Belluno dell’Appello nazionale per la salvaguardia dei corsi d’acqua dall’eccesso di sfruttamento idroelettrico, sottoscritto da oltre cento soggetti che si occupano di fiumi e di ambiente. Nel corso della mattinata ci è pervenuta anche l’adesione del CAI nazionale, particolarmente gradita per il significato che riveste.

Nell’occasione è stata presentata anche la Carta di Pieve di Cadore – atti del convegno tenutosi nel marzo 2014 a Pieve di Cadore, che si era concluso con un Appello regionale sull’idroelettrico e l’impegno di promuoverlo a livello nazionale. Questo documento finale è poi divenuto l’Appello nazionale che qui pubblichiamo con l’elenco aggiornato delle adesioni. La possibilità di sottoscrivere il documento resta ancora aperta per associazioni, comitati e gruppi di cittadini.
Per adesioni e contatti scrivere a appello.nazionale.fiumi@gmail.com

Nov

4

Dopo mesi di intenso lavoro, il Comitato Acqua Bene Comune Belluno è lieto di invitarvi alla presentazione dell’Appello nazionale per la salvaguardia dei corsi d’acqua dall’eccesso di sfruttamento idroelettrico, domenica 9 novembre alle ore 10.30 alla sala Pellizzari di Sospirolo.

Una prima uscita pubblica è già avvenuta il 28 ottobre in una conferenza stampa alla Camera dei Deputati, in collaborazione con i rappresentanti nazionali di CIRF, WWF, Legambiente, Mountain Wilderness.

Ora vogliamo riportare questa iniziativa tra le nostre montagne, a due anni dalla vittoria in cassazione per la Valle del Mis, che ancora versa in condizioni di devastazione inaccettabile, in aperta violazione di qualsiasi principio pratico ed etico.

Oltre all’appello, domenica a Sospirolo verranno presentati il dossier L’energia “verde” che fa male ai fiumi del CIRF, e alcune esperienze di altre realtà associative e comitati italiani che stanno affrontando situazioni simili alla nostra, raccontate dai loro rappresentanti.

Qui il documento: Appello nazionale per la salvaguardia dei corsi d’acqua dall’eccesso di sfruttamento idroelettrico

Lug

28

Il 18 luglio scorso, con 33 voti favorevoli e 7 astenuti, l’assemblea del Consiglio di Bacino “Dolomiti Bellunesi” dell’ATO Alto Veneto ha approvato l’ordine del giorno presentato dal Comune di Feltre.

L’argomento è il metodo normalizzato/aeeg, che viene contestato dall’assemblea.
Riteniamo significativo questo momento di discontinuità rispetto al passato, che forse sta a testimoniare la più estesa condivisione delle nostre ragioni, e la maggiore autonomia di posizione dei nuovi sindaci rispetto ai loro predecessori.

Qui sotto il documento, in formato pdf.

Mag

30

Segnaliamo la seconda edizione dell’interessante manifestazione Per la Piave, che si terrà dal 31 maggio al 2 giugno presso l’Antico Porto Fluviale di via Grave a Falzè di Piave (TV)

Il comitato ABC Belluno sarà presente con un proprio spazio, come l’anno scorso.

Qui di seguito il programma, in formato pdf.

Mag

6

BASTA AUSTERITA’! BASTA PRIVATIZZAZIONI!
ACQUA, TERRA, LAVORO, REDDITO, CASA, BENI COMUNI, DIRITTI SOCIALI E DEMOCRAZIA IN ITALIA E IN EUROPA

Appello per la costruzione di una manifestazione nazionale il 17 maggio

Roma (P.zza della Repubblica ore 14.00)

Una nuova stagione di privatizzazione dei beni comuni, di attacco ai diritti sociali e alla democrazia è alle porte.

Se la straordinaria vittoria referendaria del 2011 ha dimostrato la fine del consenso all’ideologia del “privato è bello”, e se la miriade di conflittualità aperte sulla difesa dei beni comuni e la difesa dei territori suggeriscono la possibilità e l’urgenza di un altro modello sociale, la crisi, costruita attorno alla trappola del debito pubblico, ha riproposto con forza e ferocia l’ideologia del “privato è obbligatorio e ineluttabile”.

L’obiettivo è chiaro: consentire all’enorme massa di denaro accumulata sui mercati finanziari di potersi impossessare della ricchezza sociale del Paese, imponendo un modello produttivo contaminante, mercificando i beni comuni e alienando i diritti di tutti.

Le conseguenze sono altrettanto chiare: un drammatico impoverimento di ampie fasce della popolazione, sottoposte a perdita del lavoro, del reddito, della possibilità di accesso ai servizi, ai danni ambientali e ai conseguenti impatti sulla salute, con preoccupanti segnali di diffusione di disperazione individuale e sociale.

Il Governo Renzi, sostenuto dall’imponente grancassa dei mass-media e in piena continuità con gli esecutivi precedenti, sta accelerando l’approfondimento delle politiche liberiste, rendendo irreversibile, attraverso il decreto Poletti e il Job Act, la precarietà del lavoro e della vita delle persone; continuando a comprimere gli spazi democratici delle comunità costrette a subire gli effetti delle devastazioni ambientali, delle grandi opere, dei grandi eventi e delle speculazione finanziaria e immobiliare; mettendo a rischio, attraverso i tagli alla spesa, il diritto alla salute, alla scuola e all’università, e la conservazione della natura e delle risorse.

Dentro questo disegno, viene messa in discussione la stessa democrazia, con una nuova spinta neoautoritaria che toglie rappresentatività alle istituzioni legislative (in particolare la nuova legge elettorale “Italicum”) ed aumenta i poteri del Governo e del Presidente del Consiglio, e con l’attacco alla funzione pubblica e sociale degli enti locali.

Tutto ciò in piena sudditanza con i vincoli dell’elite politico-finanziarie che governano l’Unione Europea e che, le politiche di austerità, i vincoli monetaristi imposti dalla BCE, il patto di stabilità, il fiscal compact e l’imminente trattato di libero scambio USA-UE (TTIP), cercano di imporre la fine di qualsivoglia stato sociale e la piena mercificazione dei beni comuni.

A tutto questo è giunto il momento di dire basta.

In questi anni, dentro le conflittualità aperte in questo paese, sono maturate esperienze di lotta molteplici e variegate ma tutte accomunate da un comune sentire: non vi sarà alcuna uscita dalla crisi che non passi attraverso una mobilitazione sociale diffusa per la riappropriazione sociale dei beni comuni, della gestione dei territori, della ricchezza sociale prodotta, di una nuova democrazia partecipativa.

Sono esperienze che, mentre producono importantissime resistenze sui temi dell’acqua, dei beni comuni e della difesa del territorio, dell’autodeterminazione alimentare, del diritto all’istruzione, alla salute e all’abitare, del contrasto alla precarietà della vita e alla mercificazione della società, prefigurano la possibilità di una radicale inversione di rotta e la costruzione di un altro modello sociale e di democrazia.

Vogliamo fermare la nuova stagione di privatizzazioni, precarietà e devastazione ambientale.

Vogliamo costruire assieme un nuovo futuro.

Vogliamo collegarci alle diffuse mobilitazioni europee, per affermare la difesa dei beni comuni nella dimensione continentale, a partire dal semestre italiano di presidenza italiana del Consiglio dell’Unione Europea.

Vogliamo costruire un appuntamento collettivo che nasca in ogni territorio dentro momenti di confronto e iniziative reticolari, che, a partire da oggi, mettano in campo reti e associazioni, comitati, movimenti e organizzazioni sociali per arrivare tutte e tutti assieme ad una grande manifestazione nazionale a Roma per sabato 17 Maggio, con partenza da Piazza della Repubblica alle ore 14.00.

Stop privatizzazioni – Stop precarietà – Stop devastazione ambientale

Per la riappropriazione sociale dell’acqua, dei beni comuni, del territorio

Per la difesa e l’estensione dei servizi pubblici e dei diritti sociali

Stop fiscal compact – Stop pareggio di bilancio e patto di stabilità – Stop TTIP

Per la riappropriazione delle risorse e della ricchezza sociale

Per la difesa e l’estensione della democrazia

Sito web: 17maggio.noblogs.org
Per adesioni scrivere a: 17maggio@inventati.org
Evento Facebook: https://www.facebook.com/events/246765818843326
Scarica i materiali (manifesto 70×100, volantino A4, banner)


Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

Apr

28

Come stanno i nostri fiumi?

Questa serie di incontri vuole essere l’occasione per condividere con tutti i partecipanti quegli elementi di conoscenza di base che si rendono necessari per comprendere i problemi dei fiumi e per assumere una posizione informata in relazione alle possibili soluzioni.

Gli incontri si svolgeranno nei giovedì di maggio (8, 15, 22, 29) alle ore 20.30 ad Agordo, presso la Sezione CAI in Piazzale Marconi, 13.
In più sono previste due uscite in ambiente il 24 e il 31 maggio 2014, di osservazione delle forme fluviali, dei processi geomorfologici in atto e dei popolamenti vegetazionali in alveo e nei corridoi fluviali.

Richiesta iscrizione. Quota di partecipazione: 25 euro, studenti gratis.

Tutti i dettagli si possono trovare nel volantino scaricabile cliccando nel link sottostante.

Apr

2

Venerdì 4 aprile alle 20.30 il laboratorio cittadino Casa dei Beni Comuni organizza, in collaborazione con il Comitato Acqua Bene Comune Belluno e il Comitato Bellunesi per un’altra Europa, un incontro pubblico dal titolo:

Per un’altra Europa, per l’Acqua Bene Comune

Interverranno

Riccardo Petrella, presidente dell’Istituto Europeo di Ricerca sulla Politica dell’Acqua a Bruxelles, professore emerito dell’Università di Lovanio

Valter Bonan, Comitato Acqua Bene Comune Belluno, assessore del Comune di Feltre

L’incontro si terrà presso lo spazio sociale temporaneo Sputnik 52, in via Mezzaterra 52 a Belluno.

Mar

28

Il Comitato Acqua Bene Comune, in collaborazione con WWF, Mountain Wilderness, Legambiente, Cai, Lipu, Cirf, Associazione Pescatori Comelico e Sappada, organizza per sabato 29 marzo il convegno

Corsi e Ricorsi

L’incontro pubblico, a ingresso libero, si svolgerà all’Auditorium Palazzo Cos.Mo di Pieve di Cadore, a partire dalle ore 9.15.

Numerosi gli interventi che si succederanno nel corso della mattinata per trattare il tema dello sfruttamento idroelettrico del bacino della Piave. Per i dettagli vi invitiamo a consultare il programma, cliccando sulle immagini sottostanti.



Comunicato stampa
Sabato 29 marzo dalle ore 9.15 alle ore 13:00, presso l’auditorium Cos.Mo di Pieve di Cadore (BL), si svolgerà l’incontro pubblico “Corsi e Ricorsi” sul tema dell’iper-sfruttamento del bacino della Piave. Molti i relatori che si susseguiranno nel corso della mattinata, i quali contribuiranno con i loro interventi a disegnare un quadro completo sullo stato di salute della Piave e dei sui affluenti, attualmente vessati da pesanti emungimenti di acqua per scopi idroelettrici e irrigui che si aggiungono agli enormi prelievi di ghiaia dei cavatori lungo le aste fluviali.
Uno sfruttamento che si estende lungo tutto il corso del fiume e avviene senza la minima programmazione e spesso in barba alle normative vigenti.
Prenderanno parola anche i pescatori del bacino di pesca n.1 Comelico e Sappada che stanno battagliando assieme al Comitato Bellunese Acqua Bene Comune contro la realizzazione di una centrale idroelettrica che l’amministrazione comunale vorrebbe costruire a pochi kilometri dalle sorgenti della Piave e per la quale è stato presentato un ricorso al tribunale superiore delle acque di Roma. Stessa sorte per il Torrente Talagona nel comune di Domegge di Cadore, dove questa volta si è fatta avanti una società privata, che anche in questo caso, dovrà però aspettare l’esisto del ricorso prima di procedere.
Due centrali idroelettriche che vanno a sommarsi alle oltre 140 richieste attualmente depositate in Regione Veneto e che pendono sull’ultimo 10 per cento di acqua rimasta libera di scorrere sui propri alvei.
Non va tanto meglio la situazione nel Trentino Alto Adige che spesso viene portato ad esempio come paradiso dell’idroelettrico, dove si vorrebbe far credere che si è trovato un equilibrio tra le esigenze produttive e la tutela degli ecosistemi fluviali. In realtà, Andreas Riedl di Cipra Sud Tirol ci descriverà una realtà ben diversa a testimonianza di come l’iper-sfruttamento idroelettrico sia una caratteristica comune all’intero arco alpino italiano.
Nel frattempo, in attesa degli esiti del Ricorso Europeo presentato dal Comitato ABC, sappiamo che la Commissione Europea ha richiesto spiegazioni al Ministero dell’Ambiente italiano rispetto alla situazione dello sfruttamento idroelettrico sui fiumi alpini in particolar modo per la Regione Veneto e sulle sue modalità di rilascio delle concessioni.
Dopo le elezioni europee, alcuni rappresentanti del Comitato ABC partiranno per Bruxelles per presentare alla Commissione Petizioni la situazione dello sfruttamento nel territorio bellunese che Lucia Ruffato descriverà durante l’incontro pubblico di Pieve di Cadore.
Incontro che si chiuderà con una risoluzione congiunta di tutte le associazioni e i movimenti promotori dell’incontro relativa alla tutela del fiume e dei suoi affluenti, dalla sorgente alla foce: una “carta” in difesa del bene comune Piave.

COMITATO BELLUNESE ACQUA BENE COMUNE

Mar

22

COMUNICATO STAMPA

Giornata Mondiale dell’Acqua 2014
Per il diritto all’acqua: pubblica, partecipata, libera e di qualità!

Il 22 Marzo è la Giornata Mondiale dell’Acqua e, in tutta Italia, il movimento per l’acqua organizzerà diverse iniziative. Non è una giornata neutra nè banalmente evocativa: perché l’acqua è un bene comune, vitale ed essenziale per tutto l’ecosistema; è dunque un diritto che deve essere garantito escludendo su di essa ogni tipo di speculazione.

L’acqua è pubblica, perché appartiene a tutti e a nessuno, e non può essere intesa, in nessun modo, come un bene privato: né come bene naturale, né come gestione.
Il governo dell’acqua deve essere partecipativo. Per questo pensiamo sia necessario un nuovo modello, all’interno del quale i cittadini e i lavoratori possano esercitare un controllo e partecipare alle decisioni che riguardano questo servizio di interesse generale.

L’acqua deve essere libera, non sottoposta allo sfruttamento antropico che ne massimizza i profitti e ingenera devastazione ambientale ed esclusione sociale.
Il bene acqua è un bene finito e non può essere utilizzato a fini speculativi. L’acqua deve essere di qualità, perché come cittadini di società complesse e altamente inquinanti abbiamo il dovere di garantire la salubrità di bacini sotterranei, sorgenti, fiumi e laghi; anche per garantire la salute delle comunità che abitano i diversi territori.

L’acqua è un bene comune, e come tutti i beni comuni, va difesa dalla logica delle privatizzazioni e restituita alla riappropriazione sociale delle comunità territoriali.

A riguardo segnaliamo che questa settimana sono stati raggiunti due importanti risultati:

  • giovedì 20 Marzo, è stato depositato, presso la Camera dei Deputati, il testo aggiornato della legge di iniziativa popolare, presentato nel 2007, “Principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque e disposizioni per la ripubblicizzazione del servizio idrico”.
  • lunedì 17 marzo, La Regione Lazio ha approvato all’unanimità la proposta di legge d’iniziativa popolare e consiliare per la gestione pubblica e partecipata del servizio idrico. Una legge che recepisce i risultati referendari, a partire dalla definizione di servizio idrico come servizio di interesse generale da gestire senza finalità di lucro, fino al fondo stanziato per incoraggiare la ripubblicizzazione delle gestioni in essere.

Per tutte queste ragioni il Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua continuerà a mobilitarsi in moltissimi territori anche per dare piena e compiuta attuazione all’esito referendario.

Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

Feb

17

da acquabenecomune.org

Lunedì 17 febbraio dalle ore 15 si terrà al Parlamento europeo l’audizione sulla ICE del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua. La delegazione sarà molto nutrita, poiché sono previsti circa 300 partecipanti da tutt’Europa, di cui 5 dall’Italia.

E’ la prima volta che un’Iniziativa dei Cittadini Europei viene esposta al Parlamento Europeo, quindi sarà importante sollecitare i deputati a partecipare a questo evento. Sarà possibile seguire l’audizione in diretta video a questo link e partecipare su Twitter con commenti o suggerimenti in diverse lingue con l’hashtag #right2water; per seguire su Facebook la pagina è invece right2water.

Feb

10

“Alla luce del nuovo blackout i sindaci bellunesi devono chiedere quell’autonomia energetica che potrebbe essere realizzata anche nella nostra provincia attraverso la costruzione di microcentrali idroelettriche per la produzione di energia pulita”. Chi azzarda questa strampalata affermazione non è il primo imprenditore d’assalto che passa per caso nella nostra provincia ma sono i vertici di Confindustria bellunese che, intervenendo cinicamente sulle ferite ancora aperte dell’emergenze di questi giorni, con il solito tono perentorio del “fare” ci dicono che la soluzione a questi disagi sta… nel costruire nuove centrali nei fiumi bellunesi.

Viene da chiedersi se tra consulenti e centri studi, convegni e comunicati stampa, Confindustria si sia persa qualche dato di realtà semplice, semplice:

  1. in queste terre produciamo già più del doppio dell’energia elettrica che consumiamo, il tutto con irrilevanti ricadute socioeconomiche a favore delle nostre comunità, costi ambientali territoriali enormi e profitti rilevantissimi per le speculazioni del mercato e dei soliti noti
  2. l’interruzione dell’erogazione dell’energia dei giorni scorsi in molti paesi e vallate bellunesi è stata determinata non da carenza produttiva ma nel 75% dei casi dalla caduta di alberi sulle linee elettriche e per il 25% dalla gelata dei “manicotti”

Ci saremmo aspettati quindi che Confindustria fosse inoltre consapevole che la vera autonomia energetica si realizza: rivendicando l’autogoverno territoriale e partecipato del demanio idrico e delle grandi concessioni storiche idroelettriche, attraverso reti energetiche distribuite e smart grids, con la diversificazione delle fonti e delle filiere rinnovabili e soprattutto perseguendo la riduzione e l’efficienza dei consumi energetici nei settori del privato, del pubblico, del terziario e dell’industria. Tutti questi obbiettivi rappresentano in sé concretissime opportunità di qualificazione ambientale, di lavoro ed occupazione sostenibili anche per imprese, artigiani, professionisti di qualità che operano in questi territori e ai quali forse dispiace constatare che Confindustria bellunese continua a scambiare lucciole per lanterne.

Comitato Acqua Bene Comune Belluno

Gen

17

A due mesi dall’iniziativa in Valle del Mis, dove siamo andati a ripulire una parte della discarica abusiva che si trova all’interno del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, un nostro attivista è stato raggiunto da un Decreto Penale di Condanna disposto dal Giudice per le Indagini Preliminari Vincenzo Sgubbi.
Il Decreto prevede l’arresto per una durata di cinque giorni corrispondente alla pena pecuniaria di 1.360 euro per aver violato la prescrizione del Questore che ci vietava l’ingresso nel cantiere dove la Eva Valsabbia stava costruendo una centrale idroelettrica, ora bloccato da una sentenza della Cassazione, senza il minimo rispetto delle norme sulle aree protette e, oltretutto, occupando abusivamente terreni di uso civico.
Ribadendo la nostra corresponsabilità collettiva a quell’iniziativa che aveva il legittimo scopo di denunciare l’immobilismo delle istituzioni competenti, che ancora non hanno proceduto alla riqualificazione ambientale di quei luoghi, vogliamo anche sottolineare, di contro, la celerità con cui la Procura ha emesso questo Decreto, al quale ci siamo, ovviamente, già opposti.
Un fatto esemplificativo delle “due velocità” con cui si sta affrontando la questione della Valle del Mis: da una parte si condanna velocemente (con rito monocratico, ovvero senza la possibilità di difendersi) chi è entrato in quell’area Patrimonio Mondiale dell’Umanità per ripulirla dalle immondizie abbandonate, mentre dall’altra, nessun responsabile politico e tecnico si è dimesso o è stato ancora sollevato dall’incarico, nonostante siano documentati i passaggi politici e amministrativi che hanno portato all’autorizzazione di una centrale idroelettrica abusiva.
Paradossalmente, i primi a pagare rispetto a questa vicenda non sono coloro che hanno contribuito, con violenza, a deturpare irrimediabilmente una parte di quella valle unica al mondo, ma coloro che hanno e stanno lottando per difenderla. Ma continueremo questa battaglia contro gli speculatori dell’acqua e tutte le sue forme di privatizzazione con sempre maggiore determinazione, consapevoli delle nostre ragioni e forti di un ampio consenso che accompagna il nostro percorso.
Comunichiamo inoltre con orgoglio che recentemente la Commissione Europea, a seguito del nostro ricorso contro l’iper-sfruttamento idroelettrico nel bellunese, ha ufficialmente richiesto chiarimenti alle autorità italiane sugli iter procedurali, e che presto una delegazione del Comitato salirà a Bruxelles per incontrare la Commissione Petizioni dove andremo a spiegare ciò che illegittimamente e in barba alle normative europee sta avvenendo sui nostri fiumi.
La battaglia continua. A presto!

Comitato Bellunese Acqua Bene Comune

Nov

20

No grandi opere – No consumo del suolo
Per la Democrazia e i Beni Comuni
Per il diritto di respirare, lavorare, vivere in Veneto

Sabato 30 novembre ore 14.00 – stazione FS di Santa Lucia
manifestazione regionale a Venezia

Partenza da Belluno: treno ore 11.30
Per info e adesioni dal Bellunese: acqua.belluno@libero.it

Scarica il volantino e l’appello:

Nov

18

Dopo il presidio attivo in Valle del Mis, pubblichiamo un video realizzato da Bellunopiù, i servizi di Telebelluno e del tg3 Veneto, e un comunicato stampa dell’Associazione Tutela e Valorizzazione dell’Alta Valle del Mis e dell’ex sito minerario di Vallalta, scaricabile cliccando qui.

Da Bellunopiù:

 

Da Telebelluno:

 

Dal tg3 Veneto:

 

Nov

13

Incontro con il poeta – paesologo FRANCO ARMINIO
Venerdì 15 novembre, ore 18.00
Palazzo Borgasio, Via Luzzo 13, FELTRE

Proposto dall’assessorato ai Beni Comuni e all’Ambiente di Feltre, nell’ambito del progetto Confluenze, si terrà venerdì a Palazzo Borgasio un incontro/confronto con Franco Arminio intorno alle visioni di futuro per i paesi di montagna, nella convinzione che ” ..da qui può partire un nuovo modo di vivere i luoghi, radicalmente ecologico, improntato ad un’idea di comunità inclusiva del respiro degli uomini e dell’ambiente. L’Italia interna può diventare il laboratorio di un nuovo umanesimo, l’umanesimo delle montagne”( da Geografia commossa dell’Italia interna)

Franco Arminio è nato e vive a Bisaccia centro dell’Irpinia orientale, collabora con diverse testate locali e nazionali ed è animatore di “Comunità Provvisorie”.

Documentarista e animatore di molte battaglie civili ed ambientali e dell’ innovativo festival di Aliano “La luna e i calanchi”, come poeta e narratore ha ottenuto molti ed importanti riconoscimenti letterari. Roberto Saviano ha definito Franco Arminio uno dei poeti più significativi di questo paese ed aggiunge” … Arminio ha indagato i paesi, ma sopratutto ha raccontato le vite di paese, laddove tutto vive come se dovesse ancora compiersi ed è già – invece – tutto compiuto. Franco Arminio scrive di un’Italia perduta trovandone frammenti di luce. Un’Italia di paese spesso rassegnata, ma da cui tutto può partire. Anzi, o partirà dai paesi un nuovo percorso o non partirà mai.”

Filmografia: Un giorno in edicola, 2009 – Di mestiere faccio il paesologo, regia di Andrea D’Ambrosio, 2010 – Giobbe a Teora, 2010 – Terramossa, 2012

Bibliografia:
– Cimelio dei profili, Catania: Lunario Nuovo, 1985
– Atleti, Avellino: Associazione librai di Avellino, 1987
– Homo Timens, Avellino: Sellino, 1998
– Sala degli affreschi, Avellino: Sellino, 1999
– Diario civile, Pratola Serra: Sellino, 1999
– L’universo alle undici del mattino, Napoli: Edizioni d’If (collana I miosotis), 2002
– Viaggio nel cratere, Milano: Sironi (collana Indicativo presente), 2003
– Circo dell’Ipocondria, Firenze: Le Lettere (collana Fuori formato), 2006
– Vento forte tra Lacedonia e Candela. Esercizi di paesologia, Bari-Roma: Laterza (collana Contromano), 2008
– Siamo esseri antichi, Avellino: Sellino, 2008 (con Stefania Borriello)
– Poeta con famiglia, Napoli: Edizioni d’If (collana I miosotis), 2009
– Nevica e ho le prove. Cronache dal paese della cicuta, Bari-Roma: Laterza, 2009
– Cartoline dai morti, Roma: Nottetempo (collana Gransassi), 2010
– Oratorio bizantino, prefazione di Franco Cassano, Roma: Ediesse, 2011
– Le vacche erano vacche e gli uomini farfalle, Roma, Deriveapprodi, 2011
– Terracarne, Mondadori, collana Strade Blu, 2011
– Stato in luogo, Transeuropa. Nuova poetica, 2012
– Geografia commossa dell’Italia interna, Bruno Mondadori, 2013

Nov

8

Oggi abbiamo appreso dai quotidiani locali che i lavoratori dell’ACC hanno indetto una manifestazione per domenica 10 novembre contro la chiusura dello stabilimento. In solidarietà con le operaie e gli operai dell’ACC abbiamo deciso di posticipare di una settimana la nostra iniziativa per il ripristino ambientale della Valle del Mis per essere presenti domenica a Mel a fianco dei lavoratori.

Contro il ricatto che questa provincia sta subendo, in difesa del nostro territorio,
il 10 novembre saremo a Mel e

il 17 novembre, sempre alle ore 11, in Valle del Mis.

Comitato Bellunese Acqua Bene Comune

Nov

2

DOMENICA 10 NOVEMBRE 2013 ORE 11.00
LOC. PONTE TITELE – VALLE DEL MIS

aggiornamento: la data del presidio è stata spostata, qui i dettagli

A un anno dalla vittoria in Cassazione, quello che allora giustamente denunciammo come un cantiere abusivo oggi è diventato una vera e propria discarica a cielo aperto. In una valle unica al mondo, porta d’ingresso del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi patrimonio Unesco, lo spettacolo che si presenta agli occhi dei visitatori è un mix vergognoso di spazzatura e cemento. Una situazione che non è più tollerabile. Una situazione che ben descrive l’impatto ambientale che queste opere hanno sul territorio, alla faccia di chi ancora tenta di chiamarle “centraline”.

Per questo motivo, di fronte all’immobilismo delle autorità competenti che ancora non hanno disposto il ripristino della valle, abbiamo deciso di convocare un presidio attivo di inizio bonifica di quei luoghi: muniti di guanti e di buona volontà cominceremo a ripulire l’area. Una giornata ecologica che ha lo scopo di riportare l’attenzione su una vicenda che non ha ancora dei responsabili politici.
Nessuno ha avuto la dignità di dimettersi nemmeno di fronte alla richiesta di 38 milioni di euro di danni per mancato guadagno da parte della ditta Valsabbia, che se venisse considerata fondata, non può e non deve ricadere sulla collettività.
Le responsabilità individuali vanno ricercate all’interno di un meccanismo procedurale autorizzativo che continua ad essere una “pro forma” al rilascio delle concessioni.

Grazie proprio a questa vittoria siamo riusciti a svelare come quell’iter sia (e continui ad essere) a totale appannaggio delle lobbies dell’idroelettrico. Nonostante vengano presentati progetti privi di studi che tengano in considerazione le attuali portate d’acqua e l’impatto cumulativo di più centrali su uno stesso torrente, le autorizzazioni continuano ad essere concesse. Ci siamo addirittura imbattuti in progetti con evidenti refusi dovuti a un superficiale “copia e incolla” da altri studi, senza dovuti approfondimenti, o ancor peggio, in pareri negativi della Sovrintendenza che si sono successivamente trasformati in positivi.

E’ questo il caso di un’altra centrale idroelettrica che vogliono realizzare ancora in Valle del Mis, questa volta a pochi metri dai confini del Parco, in California, sotto l’abitato di Pattine e a circa 20 metri dal rilascio della Centrale sulla Gosalda già attiva. La richiesta era stata bocciata dalla Sovrintendenza salvo poi cambiare idea a seguito delle pressioni congiunte di Regione e proponenti, che hanno portato la questione fino in Consiglio dei Ministri che, evidentemente, ha ritenuto una centrale da circa 560Kw un’opera a valenza strategica per l’Italia.
Va ricordato che il tratto richiesto per la nuova centrale gode di stato ambientale elevato, come il Comitato ha già provveduto ad accertare e a comunicare alla Regione e ad Arpav, e quindi in base alla legislazione europea è intoccabile.

Non solo. Nel Mis, nel tratto California – Titele, circa un chilometro, corriamo il rischio che entrino in attività ben tre centrali.

Questa è la situazione: più distruggi e più puoi distruggere! Per questo troviamo ridicole, se non oltraggiose le recenti affermazioni dei vertici regionali che si sono schierati contro la realizzazione delle nuove centrali idroelettriche, vuoi per la convenienza dettata dalle commemorazioni per il 50mo della stage del Vajont, vuoi per esprimere “vicinanza” alla sofferenza della fauna ittica. Così come sono inaccettabili le dichiarazioni di Cappellaro che invocano il mantra dei nuovi posti di lavoro. In realtà, sanno benissimo che le nuove centrali sono un enorme business per privati, che il nostro fondato ricorso europeo sta andando avanti e che le normative europee continuano a non essere rispettate. Al di là dei buoni propositi, noi vogliamo i fatti e subito, visto che pendono in regione oltre 100 progetti di nuove centrali.

Loro hanno il potere di legiferare in materia e all’oggi ancora non è stato hanno fatto, come tutt’ora, la Valle del Mis non è stata ripristinata. Proprio perché ci siamo stancati delle parole, dopo anni di mobilitazioni inascoltate, noi per primi passeremo ai fatti.
Per questo ci appelliamo a tutti coloro che hanno a cuore questo territorio ad essere presenti domenica 10 novembre in Valle del Mis, insieme a noi, per iniziare la bonifica dei luoghi. Una giornata di festa e di lotta comune, una giornata ecologica per ripulire questa provincia da un po’ di spazzatura.

PORTATEVI DEI GUANTI, PULIAMO INSIEME LA DISCARICA ABUSIVA!

PER IL RIPRISTINO DELLA VALLE DEL MIS, CONTRO L’IPER-SFRUTTAMENTO IDROELETTRICO!

Comitato Bellunese Acqua Bene Comune

Ott

16

Caminar preguntando: in questo percorso della memoria ritrovata/confluenze continuiamo a porci delle domande, a riunificare storie e connettere esperienze e proposte di futuro; dopo i primi incontri assai partecipati, sabato prossimo ci ritroviamo al campus di Feltre per confrontarci (ore 10/13) sulle pratiche di democrazia partecipativa per la gestione dei beni comuni quali antidoti alle “catastrofi annunciate”; oltre alle testimonianze di esponenti del Forum dei movimenti per l’Acqua, della scuola dei Beni Comuni, degli amministratori della Val di Susa, in videoconferenza sentiremo anche Luis Infanti dalla Patagonia e la carovana internazionale Stop Enel dalla Colombia; finiremo la giornata in bellezza con la titolazione del campus universitario e della casa dei beni comuni a Tina Merlin. Qui il programma dettagliato.

Ott

8

Feltre, Palazzo Borgasio
sabato 26 ottobre, ore 18.00

Il comitato bellunese Acqua Bene Comune e la FIOM-BL organizzano la presentazione del nuovo libro di Loris campetti, “Ilva Connection”.
Incontro pubblico con lo scrittore per ricostruire la vicenda Ilva e momento di riflessione collettiva sulle tragedie provocate dalle logiche sempre più aggressive e disumane dell’ideologia neo-liberista.

Per chi non conosce Palazzo Borgasio, l’appuntamento è alle 17.45 presso il Comune di Feltre.

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