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Il Comitato Acqua Bene Comune, in collaborazione con WWF, Mountain Wilderness, Legambiente, Cai, Lipu, Cirf, Associazione Pescatori Comelico e Sappada, organizza per sabato 29 marzo il convegno

Corsi e Ricorsi

L’incontro pubblico, a ingresso libero, si svolgerà all’Auditorium Palazzo Cos.Mo di Pieve di Cadore, a partire dalle ore 9.15.

Numerosi gli interventi che si succederanno nel corso della mattinata per trattare il tema dello sfruttamento idroelettrico del bacino della Piave. Per i dettagli vi invitiamo a consultare il programma, cliccando sulle immagini sottostanti.



Comunicato stampa
Sabato 29 marzo dalle ore 9.15 alle ore 13:00, presso l’auditorium Cos.Mo di Pieve di Cadore (BL), si svolgerà l’incontro pubblico “Corsi e Ricorsi” sul tema dell’iper-sfruttamento del bacino della Piave. Molti i relatori che si susseguiranno nel corso della mattinata, i quali contribuiranno con i loro interventi a disegnare un quadro completo sullo stato di salute della Piave e dei sui affluenti, attualmente vessati da pesanti emungimenti di acqua per scopi idroelettrici e irrigui che si aggiungono agli enormi prelievi di ghiaia dei cavatori lungo le aste fluviali.
Uno sfruttamento che si estende lungo tutto il corso del fiume e avviene senza la minima programmazione e spesso in barba alle normative vigenti.
Prenderanno parola anche i pescatori del bacino di pesca n.1 Comelico e Sappada che stanno battagliando assieme al Comitato Bellunese Acqua Bene Comune contro la realizzazione di una centrale idroelettrica che l’amministrazione comunale vorrebbe costruire a pochi kilometri dalle sorgenti della Piave e per la quale è stato presentato un ricorso al tribunale superiore delle acque di Roma. Stessa sorte per il Torrente Talagona nel comune di Domegge di Cadore, dove questa volta si è fatta avanti una società privata, che anche in questo caso, dovrà però aspettare l’esisto del ricorso prima di procedere.
Due centrali idroelettriche che vanno a sommarsi alle oltre 140 richieste attualmente depositate in Regione Veneto e che pendono sull’ultimo 10 per cento di acqua rimasta libera di scorrere sui propri alvei.
Non va tanto meglio la situazione nel Trentino Alto Adige che spesso viene portato ad esempio come paradiso dell’idroelettrico, dove si vorrebbe far credere che si è trovato un equilibrio tra le esigenze produttive e la tutela degli ecosistemi fluviali. In realtà, Andreas Riedl di Cipra Sud Tirol ci descriverà una realtà ben diversa a testimonianza di come l’iper-sfruttamento idroelettrico sia una caratteristica comune all’intero arco alpino italiano.
Nel frattempo, in attesa degli esiti del Ricorso Europeo presentato dal Comitato ABC, sappiamo che la Commissione Europea ha richiesto spiegazioni al Ministero dell’Ambiente italiano rispetto alla situazione dello sfruttamento idroelettrico sui fiumi alpini in particolar modo per la Regione Veneto e sulle sue modalità di rilascio delle concessioni.
Dopo le elezioni europee, alcuni rappresentanti del Comitato ABC partiranno per Bruxelles per presentare alla Commissione Petizioni la situazione dello sfruttamento nel territorio bellunese che Lucia Ruffato descriverà durante l’incontro pubblico di Pieve di Cadore.
Incontro che si chiuderà con una risoluzione congiunta di tutte le associazioni e i movimenti promotori dell’incontro relativa alla tutela del fiume e dei suoi affluenti, dalla sorgente alla foce: una “carta” in difesa del bene comune Piave.

COMITATO BELLUNESE ACQUA BENE COMUNE

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