Nov

7

Annullata la concessione per la centrale idrolettrica della Elettroconsult .
Ancora una volta la mobilitazione dei cittadini, ha bloccato la autorizzazione di una nuova centrale idroelettrica.


Il Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche ha stabilito che sul Torrente Grisol (Longarone), classificato come corso d’acqua di qualità ‘elevata’, non si poteva rilasciare una concessione idroelettrica che ne avrebbe peggiorato la qualità, tutelata dalla normativa italiana ed europea, normativa completamente ignorata, al momento del rilascio, dalla Regione.


E’ però ammissibile che gli Enti preposti al rilascio delle concessioni continuino a lavorare in questo modo, e che debbano essere i cittadini, con la loro mobilitazione e le loro risorse economiche, a far rispettare le regole?


Un gran giorno per i cittadini sensibili di Zoldo e Longarone che dopo l’inopportuna e scellerata decisione della Regione Veneto di rilasciare una concessione per una centralina proprio sul Torrente Grisol (Longarone), hanno deciso di fare tutto quello che era in loro potere per salvarlo dalle mani rapaci della speculazione idroelettrica.

ll Grisol con la omonima valle cui si accede da Soffranco rimane uno dei luoghi più integri, suggestivi e selvaggi del Bellunese: porta del Parco Nazionale, collegamento tra il Parco stesso e la riserva naturale integrale della Val Toanella e Bosconero.

Il torrente, sottolineamo, è un tesoro di naturalità, che va tutelato ad ogni costo e difeso, purtroppo, proprio da quella stessa istituzione che invece avrebbe avuto il dovere di proteggerlo.

La Regione ha invece svenduto il torrente ai predoni dell’acqua con argomentazioni illegittime e pretestuose.

La concessione, che prevedeva la costruzione di una derivazione di alcuni metri subito sotto il Ponte della Madonna, presso il confine del Parco Nazionale, e addirittura lo scavo di una galleria, avrebbe sottratto acqua (tanta: fino a 1600 litri al secondo) al Grisol per tre chilometri e mezzo per poi rilasciarla nel Maè.

A presentare domanda nel 2011 una ditta con sede a Brescia, la Elettroconsult s.r.l. (C.F. e P. IVA 03259050981), rappresentante Antonio Plona, e in concorrenza l’Idroelettrica Alpina di Belluno (amministratore delegato Gianpietro Zannoni).

La Elettroconsult aveva superato la concorrenza (in realtà, come spesso avviene, le due ditte, inizialmente concorrenti, avevano ben presto trovato un accordo e la Idroelettrica Alpina aveva ritirato la sua richiesta) e nel 2014, in virtù della DGR Veneto 694/2013, immediatamente ottenuto la concessione. Grazie a questa aveva cercato di iscriversi nel registro degli incentivi del GSE.

Alcuni cittadini di Longarone e Zoldo, amanti della valle, dopo aver visto ignorate le loro osservazioni (che ora il TSAP riconosce in pieno) e una volta verificato che nessuna istituzione (Comune, Provincia, Regione, ARPAV e Autorità di Bacino ) avrebbe difeso il torrente, non si sono rassegnati.

Si sono autotassati per rimborsare tutte le spese del ricorso al TSAP contro la Concessione rilasciata con Decreto del Direttore Bacino Idrografico Piave Livenza sezione di Belluno (Genio Civile Belluno) n. 131 del 2014, che è stato presentato e sottoscritto congiuntamente dalle associazioni Comitato Bellunese Acqua Bene Comune, WWF e Mountain Wilderness.

Il ricorso è stato affidato all’avvocato Matteo Ceruti di Rovigo, che ha curato, oltre al ricorso alla Commissione Europea per mancato rispetto delle direttive Acqua Habitat e VIA nelle autorizzazioni della Regione Veneto, anche i ricorsi al TSAP contro gli impianti autorizzati sul Piave a Sappada e sul Talagona, a Domegge, la cui sentenza verrà resa nota a breve, e il cui motivo di ricorso è sostanzialmente lo stesso del Grisol.

Motivo centrale del ricorso è infatti il rilascio della concessione senza aver tenuto conto dello stato di qualità elevata del torrente, che è tutelato dalla normativa italiana e comunitaria, che la legge non consente di deteriorare e che è incompatibile con la realizzazione di derivazioni idrolettriche.

La sentenza del TSAP relativa al Grisol n.296/2016 accoglie pressoché totalmente i punti del ricorso e valuta arbitrarie e illegittime le modalità autorizzative della Regione, annullando i provvedimenti impugnati. Riconosce come fondata la lettura che le associazioni ambientaliste danno delle normative che sono spesso farraginose e incoerenti, perciò poco chiare e quindi eludibili.

Il TSAP riconosce che la Regione non avrebbe dovuto approfittare delle proprie lacune normative (classificazione dei fiumi inadeguata e non conforme alla normativa comunitaria) per rilasciare la concessione, ma invece prenderne atto e ricorrere al principio di precauzione.

La sentenza riveste particolare importanza e costituisce un importante precedente; è auspicabile che d’ora in poi tutti gli organismi autorizzativi. (Regione, Provincia, Autorità di Bacino e Arpav) provvedano ad adeguarsi e a guardare alla sostanza delle cose invece di arrampicarsi sulle questioni formali ad esclusivo vantaggio delle ditte proponenti.

Un bel giorno anche per il Comitato Bellunese Acqua Bene Comune.

La sentenza infatti riconosce il Comitato ABC come organismo giuridico e lo legittima a ricorrere come rappresentante del territorio.

Comitato Bellunese Acqua Bene Comune

WWF

Mountain Wilderness

Peraltrestrade Dolomiti

Italia Nostra sez. Belluno

31 10 2016

Mar

23

Folta delegazione italiana, tra cui due bellunesi, oggi a Bruxelles per tutelare il Diritto all’acqua.
Riportiamo qui l’articolo del sito nazionale ABC:
http://www.acquabenecomune.org/piemonte-iniziative/2976-bruxelles-23-3-mobilitazione-europea-per-il-diritto-all-acqua

 

Giornata Mondiale dell’acqua – Movimenti di tutta Europa manifestano a Bruxelles per il Diritto all’acqua.

Delegazioni di comitati da tutta Europa appartenenti alla Rete Europea dell’Acqua hanno manifestato oggi a Bruxelles sotto la sede del Parlamento Europeo, contro la privatizzazione delle risorse idriche e per il diritto umano all’acqua.

Mentre nei palazzi si svolgeva la 4° European Water Conference i cittadini europei chiedevano a gran voce l’applicazione dei principi dell’ICE 2013 per l’acqua bene comune sostenuta da un 1.800.000 firme.

Europarlamentari del GUE e del Movimento 5 stelle, e altri facenti parte dell’intergruppo parlamentare europeo per l’acqua e i servizi pubblici locali, hanno voluto dare il loro appoggio raccogliendo le istanze del movimento per una nuova direttiva sull’acqua.

Fra le tematiche affrontate questa mattina particolare attenzione è stata data alla situazione relativa allo sfruttamento idroelettrico sulle Alpi.

I rappresentanti della Rete Europea hanno infine marciato per le vie di Bruxelles fino a giungere sotto la sede della Commissione Europea, lanciando i prossimi appuntamenti tra cui il più significativo sarà la Cop 21 di Parigi del prossimo autunno.

Il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, impegnato quotidianamente sui territori contro distacchi, privatizzazioni e inquinamento, ha risposto partecipando con la delegazione più numerosa alla mobilitazione di oggi.

23 marzo 2015

Mar

7

Venerdì 20 marzo 2015 alle ore 20.30 presso la sala dell’ex municipio di Taibon Agordino si terrà l’incontro Valle di San Lucano – alpinismo, geologia, natura.

Relatori Stefano Santomaso, Vittorio Fenti e Bruno Boz.

Lo scopo è permettere alla popolazione di conoscere la valle di San Lucano negli aspetti più significativi per valorizzare e tutelare il nostro patrimonio.

Qui sotto il volantino dell’iniziativa, scaricabile in formato pdf.

Feb

24

Pubblichiamo due comunicati stampa in risposta all’articolo “Le centraline pubbliche vanno bene quelle private sono scempi ambientali – la rabbia di Confindustria”, apparso il 13 febbraio sul Gazzettino.

Il primo del Comitato Acqua Bene Comune Belluno

Il secondo del Comitato Per Altre Strade Dolomiti

Gen

29

Il 22 gennaio ha avuto luogo a Lozzo di Cadore il sopralluogo per un nuovo impianto idroelettrico sul Rio Rin, committente la società Lumiei Impianti srl di Sauris (UD) la stessa che ha già costruito un impianto sul torrente Piova in territorio di Vigo.
Il tratto che si vuole derivare si trova immediatamente a monte dell’attuale impianto “Baldovin” e avrà una lunghezza di quasi tre chilometri. Preleverà una portata massima di 220 litri/secondo lasciando in alveo un DMV da 20 a 28 l/s. L’investimento sarà di 1.400.000 euro per un ricavo annuo stimato di 438.000 euro, a fronte di circa 19.000 euro di canoni e sovracanoni idrici da versare alla Provincia (10.000), al BIM (7.000) e al Comune di Lozzo (meno di 2.000 euro). Due terzi del ricavo proverranno dagli incentivi governativi – garantiti e a fondo perduto – pagati dal contribuente italiano (in particolare normali cittadini, artigiani e piccole imprese) con la bolletta della luce.
All’incontro erano presenti rappresentanti della ditta proponente, di ARPAV, della Regione, del Genio Civile, del Comune e del comitato ABC Belluno. Invitata ma non presente – non lo è praticamente mai – la Soprintendenza ai Beni Ambientali. Assenti i cittadini di Lozzo.
Tutto si è svolto come da prassi consolidata: incontro in municipio, illustrazione del progetto, sopralluogo sui posti della presa e del rilascio nella bella Valle dei Mulini; poi di nuovo in municipio per le osservazioni e la redazione del verbale.

Se questo impianto verrà realizzato andrà ad aggiungersi a tutti quelli già costruiti in Provincia di Belluno e a 150 nuovi impianti mini-idro attualmente autorizzati o in istruttoria, a meno che non venga colta la richiesta di moratoria avanzata attraverso un “Appello nazionale per la salvaguardia dei corsi d’acqua dall’eccesso di sfruttamento idroelettrico” dalle maggiori associazioni nazionali, regionali e locali che si occupano di fiumi e di ambiente, CAI incluso.

In assenza di una moratoria, una volta chiuso questo ciclo, per ammirare un torrente naturale che scende spumeggiante tra muschi e salti di roccia si dovrà sfogliare una rivista patinata o ripescare qualche vecchio filmato pubblicitario sulle Dolomiti, perché sul territorio non ce ne saranno praticamente più.

Bisogna agire ora, se non si vuole rischiare di rendersi conto troppo tardi di quanto il nostro territorio sia stato impoverito, in cambio di nulla o di poche briciole, a fronte di un contributo energetico riconosciuto e documentato come scarsamente significativo. 

Nessuno può tirarsi fuori, a cominciare da chi ci amministra, a tutti i livelli. Nessuno può affermare che non ha visto, o che non sa.

Comitato Bellunese Acqua Bene Comune

Gen

13

Ebbene sì, da questa mattina abbiamo finalmente dei “responsabili” rispetto a quanto è accaduto in Valle del Mis dove si è costruita quasi completamente, con danni irreversibili per il paesaggio, illegittimamente e contro la legge di tutela delle aree protette, una centrale idroelettrica all’interno del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi e area Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

Ma chi è stato condannato? Sono stati condannati coloro che hanno costruito l’opera? Coloro che l’hanno autorizzata? Forse uno dei i proponenti della centrale? Forse uno di quei solerti funzionari che – in un modo o nell’altro – hanno contribuito a rilasciare una autorizzazione illegittima? Oppure, il Tribunale, ha finalmente letto la sentenza della Cassazione ed è intervenuto nei confronti di chi non sta facendo il proprio dovere obbligando Eva Energie Valsabbia a ripristinare i luoghi illegittimamente occupati.

No, certo che no! Nessuno di questi è stato condannato.
Non sempre la legge corre a braccetto con la giustizia.

Al momento gli unici a pagare siamo noi, che siamo riusciti a bloccare quell’opera illegale! Questa mattina, infatti, un nostro attivista è stato condannato a 10 giorni di reclusione più un ammenda di 250 euro per aver partecipato ad un’iniziativa pubblica in Valle del Mis nella quale abbiamo ripulito dalle immondizie una parte del cantiere, oggi diventato una vera e propria discarica abusiva a cielo aperto in una delle zone naturalistiche più importanti al mondo, disobbedendo alla disposizione del questore che ci vietava l’ingresso nell’area. Condannato per aver violato una transenna in un luogo i cui terreni, peraltro di uso civico, non dovevano essere interessati da alcun lavoro. Ma si sa le formalità della legge sono molto spesso astruse, incomprensibili a chi chiede soltanto e semplicemente giustizia.

E allora chiediamo al solerte Tribunale di Belluno di essere altrettanto solerte nel confronti di coloro che illecitamente hanno stuprato la valle e che, magari, con l’auto di servizio, un qualche procuratore aggiunto vada a vedere quei luoghi e che alla luce di quanto stabilito dalla nota sentenza della Suprema Corte, si dia una mossa. Chiediamo al Tribunale di Belluno, prima che sia troppo tardi, di non farsi complice di coloro i quali stanno brigando per aggirare la legge, di andare a vedere gli atti della Commissione Ambiente del Senato dove si sta discutendo, ormai da un anno e mezzo, modifiche alla legge 394/1991 sulle aree protette che se approvate saneranno l’abuso e tutti gli eventuali reati penali a questo collegati.

La vicenda, insomma, si commenta da sola.
Soprattutto nel momento in cui ancora nessuno ha predisposto i lavori di ripristino ambientale e i responsabili pubblici non sono ancora stati sollevati dall’incarico.
Soprattutto in una vicenda che di dignitoso ha avuto solo l’impegno di chi ha combattuto e sta ancora combattendo contro quello scempio illegittimo e illegale.

Nell’esprimere tutta la nostra solidarietà al nostro fratello condannato, ribadiamo tutta la nostra corresponsabilità collettiva a quell’iniziativa e siamo ancora più convinti nell’andare avanti, consapevoli che chi si sta leccando le ferite sono i vecchi e nuovi speculatori che hanno perso milioni di euro a “causa” delle nostre battaglie di questi anni contro la privatizzazione del bene comune acqua.

Su la testa, la battaglia continua, per continuare a vincere!

Comitato Bellunese Acqua Bene Comune

Nov

13

Numerosa e attenta partecipazione il 9 novembre scorso alla presentazione a Sospirolo-Belluno dell’Appello nazionale per la salvaguardia dei corsi d’acqua dall’eccesso di sfruttamento idroelettrico, sottoscritto da oltre cento soggetti che si occupano di fiumi e di ambiente. Nel corso della mattinata ci è pervenuta anche l’adesione del CAI nazionale, particolarmente gradita per il significato che riveste.

Nell’occasione è stata presentata anche la Carta di Pieve di Cadore – atti del convegno tenutosi nel marzo 2014 a Pieve di Cadore, che si era concluso con un Appello regionale sull’idroelettrico e l’impegno di promuoverlo a livello nazionale. Questo documento finale è poi divenuto l’Appello nazionale che qui pubblichiamo con l’elenco aggiornato delle adesioni. La possibilità di sottoscrivere il documento resta ancora aperta per associazioni, comitati e gruppi di cittadini.
Per adesioni e contatti scrivere a appello.nazionale.fiumi@gmail.com

Nov

4

Dopo mesi di intenso lavoro, il Comitato Acqua Bene Comune Belluno è lieto di invitarvi alla presentazione dell’Appello nazionale per la salvaguardia dei corsi d’acqua dall’eccesso di sfruttamento idroelettrico, domenica 9 novembre alle ore 10.30 alla sala Pellizzari di Sospirolo.

Una prima uscita pubblica è già avvenuta il 28 ottobre in una conferenza stampa alla Camera dei Deputati, in collaborazione con i rappresentanti nazionali di CIRF, WWF, Legambiente, Mountain Wilderness.

Ora vogliamo riportare questa iniziativa tra le nostre montagne, a due anni dalla vittoria in cassazione per la Valle del Mis, che ancora versa in condizioni di devastazione inaccettabile, in aperta violazione di qualsiasi principio pratico ed etico.

Oltre all’appello, domenica a Sospirolo verranno presentati il dossier L’energia “verde” che fa male ai fiumi del CIRF, e alcune esperienze di altre realtà associative e comitati italiani che stanno affrontando situazioni simili alla nostra, raccontate dai loro rappresentanti.

Qui il documento: Appello nazionale per la salvaguardia dei corsi d’acqua dall’eccesso di sfruttamento idroelettrico

Lug

28

Il 18 luglio scorso, con 33 voti favorevoli e 7 astenuti, l’assemblea del Consiglio di Bacino “Dolomiti Bellunesi” dell’ATO Alto Veneto ha approvato l’ordine del giorno presentato dal Comune di Feltre.

L’argomento è il metodo normalizzato/aeeg, che viene contestato dall’assemblea.
Riteniamo significativo questo momento di discontinuità rispetto al passato, che forse sta a testimoniare la più estesa condivisione delle nostre ragioni, e la maggiore autonomia di posizione dei nuovi sindaci rispetto ai loro predecessori.

Qui sotto il documento, in formato pdf.

Mag

30

Segnaliamo la seconda edizione dell’interessante manifestazione Per la Piave, che si terrà dal 31 maggio al 2 giugno presso l’Antico Porto Fluviale di via Grave a Falzè di Piave (TV)

Il comitato ABC Belluno sarà presente con un proprio spazio, come l’anno scorso.

Qui di seguito il programma, in formato pdf.

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