Giu

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Oggi e domani siamo tutti chiamati a decidere personalmente, direttamente su tre temi fondamentali relativi all’acqua, al nucleare, alla giustizia. E’ una scelta di oggi che disegnerà il futuro della qualità della vita, della sicurezza e dei diritti fondamentali di cittadinanza delle prossime generazioni e del nostro Paese anche per il domani. Eppure, di fronte a queste scelte così rilevanti, alcuni leader politici e di Governo ci indicano di non praticare il dovere civico (art. 48 della Costituzione) del voto, ci chiedono, cinicamente, di non essere protagonisti del nostro destino, di delegare ancora una volta, che tanto ci pensano Loro a decidere per tutti.

Non hanno avuto il coraggio di difendere pubblicamente le leggi sulla privatizzazione dell’acqua, sulla realizzazione di nuove centrali nucleari e sul legittimo impedimento (approvate con la fiducia senza dibattito parlamentare) e in questi mesi non si sono fatti vedere negli incontri e nei dibattiti pubblici per confrontarsi con trasparenza e chiarezza nel merito di queste rilevanti decisioni che tentano di imporci e sulle quali ci vogliono complici distratti, sudditi non cittadini.

Per contro come associazioni, comitati, organizzazioni sindacali, movimenti religiosi, forze politiche, Enti Locali e singole persone si siamo confrontati, abbiamo elaborato proposte e soluzioni alternative alle norme che intendiamo abrogare, smascherato interessi e speculazioni imposte dalle lobby economiche e finanziarie a discapito degli interessi generali; in una parola abbiamo fatto “comunità” dal basso, ritrovato coesione sociale intorno ai beni comuni e condiviso che su questi temi e diritti fondamentali si decide tutti.

Perché questi referendum e con essi la democrazia diretta siano validi serve che il 50% degli elettori più uno vadano a votare; che bella sensazione sapere che quel più uno è il mio, il tuo, il nostro voto.

Con il voto, Sì può cambiare.

Comitato uniti per i Sì ai referendum

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